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venerdì 21 febbraio 2014

LIKE: IL DIARIO DI SCUOLA NEGLI ANNI '90/'00

E' un pomeriggio apatico e noioso, di quelli che nemmeno un esercito di folletti gioiosi riuscirebbe a risollevare, quando decido, spinta non so da quale forza sovrumana, di mettere ordine tra i miei libri/quaderni/raccoglitori/scarabocchi ed è lì che tra un libro di grammatica greca e un "Modulo di lineamenti di matematica" ho una visione: la pila dei miei vecchi diari scolastici.

Gli stickers colorati attaccati sopra, le pagine stropicciate e gli angoli consumati  iniziano ad urlare: LEGGIMI! LEGGIMI! LEGGIMI! Ed è intuitivo come per me diventi facile rinunciare al buon proposito di far ordine (cosa che avrebbe reso mia madre felice come una Pasqua), per dedicarmi  ad un pomeriggio "amarcord" e ricordarmi di tutte quelle cose che il mio cervello aveva gentilmente rimosso per salvaguardare la mia salute mentale.

Tralasciando gli adesivi dei Pokemon sul diario di seconda media e l'ossessione di scrivere il mio nome almeno 50 volte su ogni copertina, scopro con orrore dalla pagina dei "dati personali" che in terza media amavo alla follia i Luna pòp e gli 883, all'inizio delle superiori avrei venduto un rene pur di conoscere Billie Joe Armstrong dei "Green Day" e non tolleravo assolutamente Gigi d'Alessio, cosa che a distanza di anni non è cambiata, fortunatamente.
Credo che i miei diari siano un po' il  prototipo di tutti i diari di chi tra gli anni novanta e i duemila ha trascorso la sua adolescenza ed è per questo che analizzo quelli che erano i  "Must Have" di una perfetta agenda di quegli anni.


Ancora adesso non riesco a capire perchè conservavamo miliardi di carte di caramelle e cioccolatini, nemmeno valessero oro; perchè a turno, ogni ragazza della classe, doveva farti il "disegno del nome" firmandosi "By Mary", "By Ely",etc...
Ebbene, credo fossimo ossessionate da questo "By" e dal dover far terminare il nostro nome con la "Y" cosa che puntualmente mi mandava in paranoia, dato che mi chiamo Sara e potete ben capire quanto fosse brutto e cacofonico "Sary".
Per non parlare poi, delle frasi, le mitiche frasi, quelle che ricoprivano gran parte delle pagine, piccole perle di saggezza che le tue amiche puntualmente lasciavano durante l'ora di religione o la 4^ ora di fila di italiano.

QUELLE SULL'AMORE:

"Se un ragazzo ti lascia tu digli: America,
così si ricorderà di quando siete Stati Uniti"

"Se fumo Marlboro, ti amo e ti adoro,
se fumo Megatti, ti amo da matti,
Se non fumo per niente, ti amo per sempre"

"Sei carino, sei vivace, sei il ragazzo che mi piace"

QUELLE EMO:

"Siamo angeli con un'ala sola, per volare bisogna restare uniti."

"Se un giorno ti alzi e non vedi il sole o 6 morto o il sole 6 tu."

STENDIAMO UN VELO PIETOSO.

La scatola dei ricordi non finisce qui:
foto imbarazzanti e non, i biglietti dei primi concerti, le lettere speciali delle amiche, quelle in cui facevano confessioni scottanti o chiedevano consigli d'amore a te che d'amore non capivi un'acca, i bigliettini dei compiti in classe, gli inviti alle feste di compleanno, e i vari TVB, 6 BONO, THE BEST, etc...

Il mio tour dei ricordi sta per finire quando scopro una lista di desideri fatta a in seconda media ed è stato strano per me leggere, adesso a due esami dalla laurea di giurisprudenza, che a 12 anni sognavo di diventare avvocato e mi ripromettevo di non perdere mai la mia libertà.

E' vero, il tempo a volte cambia tutto, si cresce e si va avanti, ma ci sono cose che invece non cambiano mai, cose che restano, segni distintivi di noi stessi, come la cicatrice lasciata dalla varicella o quella di una caduta sui pattini.


venerdì 13 dicembre 2013

LIKE: LE DIECI COSE CHE INIZIANO PER "EMME" DELLE QUALI NON PUOI FARE A MENO NELLA VITA.

Tutto ha avuto inizio con un Giveaway...

Ebbene sì, ho ceduto anch'io a questo espediente "acchiappa like", (della serie "che tocca fa' pe' campa'"),
ed ispirandosi il mio blog a tre grandi Emme, ho deciso di porre ai partecipanti un quesito:
QUAL E' LA COSA CHE INIZIA PER EMME DI CUI NON POTRESTI FARE A MENO NELLA VITA.
Tanti partecipanti e tante risposte, buffe, argute, scontate o inappropriate, fatto sta che hanno acceso la famosa lampadina dell'idea nella mia testolina e ho deciso di stilare questa classifica.

Ho dimenticato forse qualcosa?
L'ordine è sbagliato?
Siete d'accordo o no?
FATEMELO SAPERE!




10. MUTANDE: Onore e gloria all'inventore di questo indumento.
O sporche o pulite, l'importante è che ci siano!
Un minuto di silenzio per quelli  che lasciano "fiorellini, farfalline e gioielli di famiglia vari" in libertà.


9. MESSAGGI: C'erano una volta i piccioni viaggiatori e i messaggi nella bottiglia.
Ci sono ora SMS, Whatsapp, Skype e Social network vari...
Perchè l'uomo ha sempre avuto il bisogno di comunicare con i suoi simili, anche solo per dire cazzate.


8. MUSICA:  "Senza la musica la vita sarebbe un errore" Friedrich Nietzsche.
Che tu ascolti Mozart, i Pink Floyd o Gigi D'alessio, non importa, la musica è fondamentale per ogni essere vivente, la colonna sonora di ogni esistenza.


7. MEZZI DI TRASPORTO: Treno, bus, automobile, aereo, bici, asinello,etc...
Ce ne lamentiamo, li malediciamo, quasi sempre sporchi e in ritardo, ma lì dove le nostre gambe da sole non arrivano, servono loro.


6. MEDICINE: Sono le droghe socialmente accettate, la panacea di tutti i mali, la soluzione al post-sbornia del sabato sera.
Oki santo subito!


5. MONETA: " I soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria" ha detto Woody Allen.
E' triste da ammettere, ma senza Money si può fare ben poco.
Che sia meglio tornare al baratto?


4. MANO: Può sembrare banale e scontato, ma pensate ad una vita senza mani...
C'è chi sicuramente ci riesce, ma immaginate come sia mangiare gli spaghetti o giocare a GTA con i piedi e poi ne riparliamo.


3. MINZIONE: No, non è una parolaccia, altro non è che "fare la pipì".
Oh, quando scappa scappa!


2. MAMMA: Gli italiani sono un popolo di santi, poeti e navigatori... e Mammoni aggiungerei! Sarà che il cordone ombelicale da noi è fatto di cemento, sarà che nel nostro paese la  maggiore età "effettiva" si raggiunge a 50 anni, fatto sta che la mamma è sempre la mamma.


1. MANGIARE: Vegetariani, onnivori, vegani, cannibali, tutti e ripeto TUTTI abbiamo bisogno di mangiare, per campare...
Che sia poi meglio una bistecca o un'insalata, questo è un altro discorso...




martedì 26 novembre 2013

DON'T LIKE: FAME PREMESTRUALE.

Se mai mi chiedessero qual è la peggior cosa da poter augurare ad un uomo, non avrei dubbi e risponderei: "la sindrome premestruale". 

Che volete che vi dica cari uomini, la "SPM  intender non la può, chi non la prova!"
È inutile star qui a comporre un papiro su tutti ciò che accade e non accade ad una donna in quei "magici giorni" che precedono la rossa epifania, ma c'è un tema in particolare che a mio avviso merita di essere portato alla luce.
Se pensate che la cosiddetta "fame chimica" sia la più alta manifestazione di "istinto mangereccio", al 99% appartenete al sesso maschile e al 100% vi sbagliate di grosso.
Innanzitutto sfatiamo il mito che le donne mangino come gli uccellini, e che campino di insalata, trucchi e vestiti, possiamo avere la fame di un camionista o di uno scaricatore di porto e quando siamo in fase premestruale la fame di un camionista e di uno scaricatore di porto messi assieme.
È un raptus, una necessità impellente, una questione di vita o di morte, è l'obbligo di aprire il frigo e la dispensa di casa e mangiare tutto quello che capita sotto naso, occhi e mani.
Mangeremmo tutto e di tutto, anche l'intero "Mulino Bianco", incluso Antonio Banderas. 


Così, in una sera qualunque, mentre guardi un telefilm, ti ritrovi ad aver ingurgitato: un intero pacco di patatine fritte, una ventina di gocciole (escluse quelle spezzate,quelle, si sa, non si contano), due wurstel crudi e cinque mandarini (perchè la frutta fa bene), tutto ciò dopo aver lautamente cenato.
Non conta cosa mangi, ma quanto mangi.

In merito a ciò, ho scoperto da profonde ricerche nel campo scientifico, ossia leggendo sul retro delle confezioni degli assorbenti "Lines" per intenderci, che il tutto è simpaticamente causato da carenza di Magnesio, oltre che dai nostri amici ormoni che decidono di darsi alla pazza gioia, tanto da trasformarci in psicopatiche socialmente pericolose. 
Credetemi se vi dico che una volta mi è capitato di piangere per la pubblicità della Barilla, quella dove la mamma cucina le tagliatelle all'uovo al figlio che va a farle visita, una mia amica è riuscita a piangere con una puntata di "Dragon Ball"...........Direi che non c'è bisogno di aggiungere altro.

Soluzioni al problema?
1. Mettersi un tappo in bocca.
2. Mettersi un tappo in bocca e sigillarlo con il cemento ed evitare qualsiasi programma di cucina tipo "Masterchef", "Cuochi e Fiamme" e affini.
3. Cedere alle tentazioni e concederci quella stecca di cioccolato a cui tante volte abbiamo detto di no.
Siamo giustificate.

In conclusione, cari uomini, se una sera non vi concederemo il solito trancio della nostra pizza, se al posto dell'insalata come contorno chiederemo una porzione doppia di patatine fritte, se anzichè una passeggiata romantica, preferiremo andare dal "Kebabbaro" sotto casa, non spaventatevi, è "UNO DI QUEI GIORNI LI' ".
E' tutta colpa del Magnesio!





mercoledì 30 ottobre 2013

LIKE/DON'T LIKE: FASHION BLOGGER

Non molto tempo fa, quando internet era solo beneficio di pochi, quando i cellulari sapevano solo fare telefonate e il grugnito di Peppa Pig non era ancora stato udito da nessun essere umano, bambine e adolescenti sognavano di essere ballerine,pallavoliste (Mila e Shiro docet) astronaute o dottoresse in una clinica di animali e le loro icone di stile erano al massimo Sailor Moon e Polly Pocket.



Veramente bei tempi.
Chiedete ora ad una qualsiasi tredicenne cosa voglia fare da grande e questa, dopo avervi fatto la richiesta d'amicizia su Facebook e scattato una foto per il suo Instagram, vi risponderà: BLOGGGER DI MODA e se ne andrà ancheggiando con al braccio la sua Louis Vuitton tarocca.
Addio per sempre "Potere del cristallo di luna", benvenuti leggings aztechi e biker boots.

Gli ingredienti per il successo sono pochi:
- Una buona macchina fotografica, ovviamente reflex e due tre filtri/effetti che fanno figo.
- Un aiutante disposto a fotografarti anche nei cessi dell'autogrill ( che fa troppo underground), meglio se a farlo è il proprio fidanzato, le amiche si sa poi ti invidiano.
- Un'armadio di vestiti e accessori  base tipo: gonna vedo/non vedo, leggings con ogni tipo di stampa, giacca camouflage, maglioni borchiati e braccialetti fluo.
- Conoscenza, anche essenziale, di strumenti multimediali. Non fondamentale conoscenza base della lingua italiana.

E lo stile?
La capacità di combinare anche due pezze e farle sembrare capi couture, di sapere anticipare mode e tendenze, di distinguersi dalla massa e conoscere almeno il "vocabolario base della moda",
beh quello mica conta realmente.
Contano i like, i followers, i "cioè sei bellissima"- "quanto sei figa", così da poter incrociare le dita e sperare che qualcuno ti noti, tanto si sa, sono i numeri che parlano.

Chiara Ferragni? Chiara Biasi? ( Tanto per citarne qualcuna ) Tutte figlie di questa scuola di pensiero, ma allora perchè mai dovremmo ispirarci ad una che sembra una Barbie dislessica ( vd. la prima ) o ad un'altra che è a tutti gli effetti una grezza, zamorra, zella, tamarra, scegliete voi il termine più adatto, un giro per una sagra di paese darebbe molta più ispirazione.


Lady Grezza alla sinistra e Barbie ignoranza alla destra, al centro un loro fac-simile.
Girano il mondo, creano loro linee di abbigliamento scopiazzando di qua e di là e aggiungendo a random cuoricini, rossetti e cagnolini su scarpe e borse, ricevono comodamente a casa tutte le ultime novità dei maggiori brand, perchè loro in fondo sono degli spot viventi.
Il buon Gianni Morandi una volta ha detto "Uno su mille ce la fa", ed infatti in questo mare di bambole taglia 38 e foto al mare con "gambe wurstel" in bella mostra, qualcuna veramente brava c'è, (vd. Eleonora Carisi), ma ragazze mie, come al mondo non siamo tutti medici, tutti beccamorti o tutti scienziati, non possiamo mica essere tutte delle Fashion Icon, e pronunciare ancora Louis Vuitton facendo sentire la "esse".

Bisogna capire che far parte del gregge è noioso e cercare di assomigliare a delle ragazze fatte tutte con lo stampo, non ci renderà più belle o più stilose.
Ispiratevi a qualsiasi cosa/persona/animale, osate e divertitevi e se è vero che "Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace", facciate almeno in modo che piaccia prima di tutto a voi e non alla massa!
DO IT YOURSELF.

N.B. E se volete farvi due risate, passate dalla pagina Facebook Caciotte medio cesse che aprono fashion blog per non lavorare. Perle di saggezza, sulle nostre amate fashioniste!

venerdì 25 ottobre 2013

LIKE: CAMPIONCINI OMAGGIO

Nella vita ogni essere vivente ha dei diritti inalienabili.
Il diritto a ricevere i campioncini è uno di questi.

Piccolo, colorato, che sia di un profumo, di una crema o di un detersivo per i piatti, non importa, il CAMPIONE OMAGGIO può essere vitale, sia perchè permette di provare prodotti che altrimenti possono essere acquistati solo nei sogni (come creme che costano quanto una devitalizzazione), sia perchè può far conoscere articoli di cui ignoravamo l'esistenza, ma soprattutto è un omaggio e come recita un detto da tutti conosciuto: QUANDO E' GRATIS, UNGIMI TUTTO!

Nella teoria, tutto ciò sembra semplice e lineare: vai in un negozio (profumeria nello specifico) e a prescindere che tu acquisti o meno qualcosa, richiedi  il tuo "diritto" alle gentili (quando mai) commesse, le quali ti inonderanno di "prove gratuite".
EH NO! Nella dura realtà, le cose vanno molto diversamente!
Avete presente Gollum?
Il personaggio de "Il signore degli Anelli" , che custodisce gelosamente il suo "Tesssoro"?
Ora, sostituite il "Tesssoro/Anello" con dei campioncini e al posto di Gollum, vi apparirà una commessa.

Tipica commessa di profumeria.

"No, mi spiace, sono terminati" ( Buttate un occhio sotto la cassa e vedrete sicuramente un esercito di campioncini farvi "Ciao ciao")

"Ho solo un tipo di profumo" ( Mentono spudoratamente)

"Sono rimasti solo campioncini per uomo" ( Certo! E io sono la figlia di Babbo Natale)

Non so se vengano appositamente addestrate per fare ciò, oppure se tutto quello che fingono di non avere, finisca direttamente nelle loro borse a fine giornata, fatto sta che usciamo dal negozio a mani vuote e con l'amaro in bocca.

Sapete cosa vi dico? "Se Maometto non va alla montagna è la montagna che va da Maometto"!
Se coloro che sono le "intermediarie" del servizio non svolgono il loro dovere, freghiamocene e miriamo direttamente alla fonte!
Come?
 

Da quando ho scoperto questo sito, non vi nascondo che è diventato un mio appuntamento quotidiano.
Aggiornato in continuazione, vi segnala direttamente tutte le aziende che inviano gratuitamente e comodamente a casa campioni dei loro prodotti, il tutto lasciando semplicemente mail e indirizzo per la spedizione.
Profumi, creme, detersivi e tanto altro che nemmeno immaginate.
Perchè sì, a differenza di quanto vogliano farci credere, tutte le aziende hanno interesse a far in modo che i consumatori testino i loro prodotti!

Inoltre troverete anche coupon, buoni spesa, concorsi e tante altre "dritte".
Inutile dirvi che arrivano davvero, l'ho testato personalmente!

Dunque, care paladine della legge non stancatevi mai di chiedere, chiedere e richiedere campioncini!
La lotta è dura, ma non ci fa paura!



lunedì 14 ottobre 2013

DON'TLIKE/LIKE: NEGOZI D'ABBIGLIAMENTO CINESI

"Quando un dandy muore, fuori nasce un fiore", così cantano i Baustelle nella canzone "Un romantico a Milano".
Io dico che quando un negozio muore o un capannone viene abbandonato, fuori nasce un negozio dei cinesi.

Chi non è mai entrato in un "China store", scagli la prima pietra!
Il discorso è sempre lo stesso: in molti lamentano il fatto che rubino lavoro e denaro al mercato italiano, che le loro attività sbuchino come funghi nelle nostre città e che i loro prodotti di qualità scadente e dannosa per la salute sono un oltraggio al nostro caro e vecchio "made in Italy".
Spiegatemi ora, come mai ogni volta che metto piede in uno "Shanghai"- "Imperatore"- "Dragon Fly" ( ahimè, non hanno molta fantasia con i nomi dei loro shop ) c'è più gente che ad un concerto di Vasco Rossi.




Consigli d'uso: mai e poi mai recarsi in questi posti il sabato pomeriggio, potreste rischiare di fare la fine di Mufasa ( il papà del re Leone, per intenderci ) solo che ad investirvi non trovereste una mandria di gnu impazziti, ma una folla di ragazzine e non, pronte a tutto per trovare il vestitino perfetto per la serata in disco con annessi super trampoli simil Louboutin ( che poi nemmeno il 90% di loro sa chi è ).

Detto ciò, non voglio far la predica a nessuno e ben vengano negozi che uniscano almeno un minimo di stile a prezzi accessibili, ma io con i cinesi o meglio con la loro concezione di moda, ci faccio un pò a botte.
Passeggiando tra i vari reparti, non nascondo che spesso vengo colpita da un maglione, o una t-shirt o un pantalone, ma che ogni santissima volta ha un elemento/difetto che guasta tutto.
Mi spiego:

trovi un vestito a righe carino, magari stile bambolina?
Guarda sul retro e sicuro ha stampato un teschio a dimensioni gigantesche con borchie al posto dei denti.

Nascosta tra un maglietta "I love NY" e un cardigan sempre col suddetto teschio, intravedi una t-shirt fiorata, stile retrò che ti garba parecchio?
Attenta! Al posto dei bottoni avrà sicuramente strass grossi quanto un cecio.

Potrei continurare all'infinito, dagli onnipresenti strass sbrilluccicosi, alle immancabili "maniche a pipistrello"   (scomode come un riccio nelle mutande ), dagli stivali con le stelle da Far west sulla punta ad improbabili strappi finto "grunge" che sembrano più morsi di pitbull.....

In onor del vero, ammetto di aver trovato a volte, qualcosa privo di orrori/errori, che si è rivelato poi essere un bell'affare, non è poi tutto tutto da gettare, dico solo che bisogna sgranare bene gli occhi per riuscire a trovare l'occasione del secolo e avere un pizzico di pazienza nel passare in rassegna molti capi che potrebbero trovarsi tranquillamente nel guardaroba di una Snooki (vd. Jersey shore).

Snooky, sponsor ufficiale del "Chinese style"

Sapete allora cosa vi dico?
Evviva la Cina e i negozi cinesi, che tante volte hanno salvato pomeriggi di noia profonda miei e delle mie amiche, che quando tutto è chiuso e tu hai bisogno di un paio di collant sono aperti fino a tarda serata e che ti fanno provare l'ebbrezza di vedere un negozio aperto il giorno di Natale.
Da adesso in poi, ovunque andrò, se scorgerò da lontano una lanterna rossa, mi sentirò un po' a casa. 







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